
Le 25 “culture dimenticate” proposte dall’opera di Harald Haarmann non saranno di certo una sorpresa per gli appassionati di storia antica e di preistoria. Non tutte, almeno.
Si tratta di civiltà scoperte di recente o che hanno avuto ruoli estremamente marginali nella narrazione consolidata delle ere, eclissate da imperi di cui si ha una documentazione più estesa o un corpus di reperti più ampio.
Di certo, infatti, nessun italiano sosterrebbe che quella degli Etruschi possa essere una cultura dimenticata: siamo circondati da necropoli, toponimi e reperti che ce la ricordano. I Romani hanno senz’altro fatto il loro, per oscurare il contributo culturale degli Etruschi alla formazione della grande Roma; tuttavia, gli storici hanno saputo rendere giustizia all’apporto che lo straordinario popolo del Centro Italia ha fornito alla definizione della romanità. Se c’è ancora qualche dibattito è senza dubbio quello della provenienza etnica degli Etruschi.
Come dicevo, per gli appassionati di preistoria, quella Göbekli Tepe è tutt’altro che una cultura dimenticata, piuttosto ben viva nell’interesse attuale. Il sito archeologico ha appena vent’anni (discontinui) di scavi alle spalle. Le recenti scoperte relative al luogo di culto nel Sud della Turchia, datato tra la fine del Neolitico e l’inizio del Mesolitico, sono tessere di un puzzle che racconta quell’affascinante e misterioso “momento” della nostra storia nel quale è avvanuta la lenta (e non sempre lineare) transizione dal nomadismo dei cacciatori-raccoglitori alle abitudini stanziali dei coltivatori: la cosiddetta “rivoluzione neolitica”.
Luogo di culto? Location per cerimonie magiche? Centro spirituale per la diffusione della cultura agricola? Luogo dedicato alla scarnificazione delle salme a opera degli animali saprofagi? Tempio nel quale avvenivano rituali antropofagi? Ancora stiamo cercando di scoprirlo.
Culture dimenticate di Harald Haarmann, seppure altamente divulgativo, rimane un libro interessante; un buon punto di partenza e un invito a percorrere le periferie della Storia, alla ricerca di percorsi meno battuti dai libri scolastici.